Intervista a Riccardo Scandellari: diventa una rockstar della comunicazione con Rock’n’Blog

È uscito Rock’n’Blog, il nuovo libro di Riccardo Scandellari, edito da Mondadori. Per l’occasione ho incontrato (virtualmente) Riccardo e abbiamo fatto due chiacchiere sul mondo di Internet, sul personal branding e sull’importanza di fare blogging e farlo per bene.

Riccardo Scandellari è uno dei massimi esperti italiani di personal branding e di comunicazione digitale, un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono capire come promuovere la propria immagine online.

In questo nuovo libro, Riccardo spiega come ottenere una presenza online che sia 1. coerente, 2. efficace e 3. attraente per un pubblico dal quale vorremmo ottenere attenzione, vendite e opportunità lavorative. Un manuale che aiuta a curare il proprio posizionamento personale e racconta le strategie per ottenere risultati concreti.

Desidero ringraziare Riccardo per la sua cortesia e la sua disponibilità, soprattutto in questi giorni frenetici che hanno anticipato l’uscita del suo Rock’n’Blog.

Ma adesso, spazio alle parole di Riccardo Scandellari. Buona lettura!

Intervista a Riccardo Scandellari

M: Viviamo in una società iperconnessa, nella quale – come hai precedentemente dichiarato – comunicare sul Web è ormai una necessità. Perché non si può più prescindere dal farlo?

R: Perché in ambito lavorativo (e non solo) siamo valutati per quello che siamo online, non parlo solo di contenuti, parlo anche di personalità e del modo che abbiamo di rapportarci agli altri. Le persone vogliono lavorare con persone simili a loro, che abbiano competenze e che mostrino i risultati del valore che possono portare. Questo accade in ogni ambito, per qualsiasi settore, sia come professionisti che nella ricerca di un lavoro.

M: Il tuo nuovo libro si intitola Rock’n’Blog (titolo che adoro!), quali sono i capisaldi di questo tuo nuovo manuale?

R: Il progetto è ambizioso, lo ammetto. Ho voluto creare in un libro relativamente corto (solo 200 pagine) un manuale di posizionamento personale che parlasse di strategia. Non ci sono i trucchetti, inutili, su come aumentare i follower su Instagram. C’è il tentativo di trovare una soluzione ad problema complesso: “cosa pensano di me le persone che mi vedono online?”, “come devo risultare nei contenuti e nei comportamenti, affinché nasca la fiducia e il contatto?”. Possiamo mettere in campo metodi per avere tante visite al Blog o tanti like su Facebook, ma non serviranno ad aumentare l’autorevolezza e la benevolenza nei nostri confronti. Quindi è una attività inutile.

M: A parer tuo, esiste il rischio che una “rockstar” della comunicazione digitale diventi, invece, un “guru” da quattro soldi?

R: Adoro il termine “guru”, viene usato come spregiativo o come apprezzamento. Quando te lo dicono ho sempre il dubbio sul significato che gli attribuiscono. Una rockstar non è mai un “guru”, è una persona che con l’istinto crea una emozione e trasmettere contenuti rilevanti ad un suo pubblico.

M: Internet per vocazione dovrebbe costruire relazioni. La blogosfera ne è (o ne è stata) un esempio lampante, eppure ultimamente mi pare che si assista a una eccessiva personalizzazione dello spazio Web, cioè al prevalere del singolo rispetto al network, a una sorta di polarizzazione che ha portato a una chiusura della Rete su sé stessa. Qual è la tua impressione a riguardo?

R: Questa è una domanda interessante. Ad una prima analisi Internet sembrerebbe il trionfo del singolo. Tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione premiano metterci la faccia. In realtà il singolo da solo non farà molta strada se non saprà crearsi la sinergia di un gruppo in cui è rispettato. Nessuno diventa una rockstar senza un gruppo di lavoro e senza un pubblico.

M: Tu hai più volte criticato l’eccessivo peso strategico che coloro che si occupano di comunicazione digitale danno ai social network e hai suggerito, piuttosto, il blog. Dopo il recente scandalo che ha coinvolto Facebook, come vedi il futuro di queste piattaforme?

R: Sono molto “ballerino” rispetto a definire uno strumento come definitivo e perfetto. Non ne vedo oggi. In passato il Blog sembrava lo strumento, perfetto, ora lo è per alcuni versi e mostra criticità per altri. Facebook vive il suo primo momento di crisi, c’era da aspettarselo, ma non lo possiamo definire in declino, anzi! Quello che dico in questo libro è che il Blog è ovunque, nei canali di YouTube, nei post di LinkedIn o nelle pagine di Facebook. Il Blogger non è vincolato ad alcuna piattaforma, ma è vincolato allo stile e alla necessità di una comunicazione costante in cui intercetta i bisogni del pubblico a cui si rivolge, trasmettendo competenze e valori etici condivisi.

M: Che consigli daresti a chi vuole diventare un blogger professionista?

Non ne ho idea, questa è una domanda da rivolgere al mitico Salvatore Aranzulla (ha recentemente scritto un libro che parla proprio di questo). Io dico come diventare un professionista con un Blog, sembra la stessa cosa ma è uno stile totalmente diverso. Significa che gli strumenti di comunicazione digitali servono a dare valore al proprio lavoro e alla propria professionalità, non a diventare un esperto di affiliate marketing.

M: Quali sono state e quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

Qualsiasi cosa è per me fonte di ispirazione, dai libri ai clienti, dalle mie esperienze a quelle di colleghi e concorrenti. Un comunicatore apprezza chi comunica in modo efficace e si segna sul suo taccuino le migliori idee per replicarle, aggiungendo il proprio stile.

Rock’n’Blog è disponibile su Amazon a EUR 16,91.

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