Scrivere un articolo efficace per il tuo sito: elementi base

Scrivere un articolo per il web è un’attività che può portare tante soddisfazioni, ma anche tantissime frustrazioni, soprattutto quando i tuoi sforzi non vengono ripagati dai risultati.

In questo articolo ho voluto raccogliere alcuni consigli base che possono permetterti di scrivere un articolo efficace per il tuo sito e ottenere buoni risultati in termini di posizionamento sui motori di ricerca.

Inoltre, all’interno di questo post troverai anche alcune specifiche relative all’utilizzo delle tassonomie di WordPress (categorie e Tag). In questo modo potrai fugare alcuni dubbi riguardo alla loro funzione.

Le parole chiave (Keywords)

Iniziamo da uno degli aspetti basilari di ogni contenuto presente online: le parole chiave.

La scelta delle parole chiave (che può essere una singola parola, ma anche una frase composta da più parole) da inserire all’interno di un post (articolo) è molto importante per due ordini di ragioni.

Da una parte, essa aiuta a incrementare le possibilità che l’articolo salga nel ranking (classifica) delle posizioni all’interno delle Search Engine Results Pages (SERPs) – vale a dire le pagine dei risultati di un motore di ricerca – e dunque ad aumentare il numero di visite provenienti da essi. Google in particolare, tiene altamente conto del modo in cui le Keywords sono utilizzate all’interno di un articolo e premia le pagine che fanno di esse un uso migliore all’interno del testo.

Dall’altra parte, invece, l’uso di Keywords corrette aiuta a migliorare la User Experience (UX) fornendo un percorso di lettura ottimale che mantenga alto il livello di attenzione dell’utente.

Come si utilizzano le parole chiave?

Innanzitutto è necessario scegliere un massimo di 2 parole chiave per articolo.

Laprima parola chiave, quella principale (detta anche Focus Keyword), deve avere una caratteristica fondamentale: essere facilmente individuabile all’interno dell’articolo.

La seconda keyword, invece, può essere più debole è legata a un aspetto secondario del post, ma pur sempre attinente con l’argomento principale trattato.

Bisogna considerare che inserire troppe parole chiave, o parole chiave non attinenti con l’argomento trattato, genera penalizzazioni all’interno del motore di ricerca poiché queste vengono considerate pratiche di spam.

Le parole chiave, dunque, devono essere distribuite lungo l’intero articolo, in maniera armonica e mai forzata.

Ma dove va inserita la parola chiave?

Inserire la keyword nel titolo e nel primo paragrafo

Il primo luogo in cui inserire le nostre keyword (una o due) è il titolo dell’articolo. In particolare, è buona prassi che la parola chiave debba essere contenuta all’interno dei primi 65 caratteri del titolo. È bene inoltre considerare che, a sua volta, il titolo deve essere lungo al massimo 100 caratteri.

La parola chiave deve essere sempre contenuta nel primo paragrafo del post e riutilizzata in maniera fluida e senza forzature lungo tutto l’articolo.

Ovviamente, il numero di volte che la parola chiave viene riportata nel testo viene lasciato al buon senso di chi redige il post, ma deve agitarsi intorno al 2,5% del testo.

È giusto sottolineare che, nella stesura di un post, bisogna tenere in maggior conto l’esperienza finale che il lettore avrà nella lettura e il vantaggio o beneficio che ne trarrà, piuttosto che cercare di calcolare al bilancino quante volte deve essere utilizzata una keyword o un’altra.

Inserire la keyword nell’URL e nei meta-tag

Un altro elemento all’interno del quale la parola chiave deve essere contenuta è l’URL (l’indirizzo web). Per quanto riguarda questo aspetto, il software che gestisce la pubblicazione dei contenuti dovrebbe provvedere da sé una volta che è stato impostato correttamente il titolo.

Uno dei parametri su cui bisogna tenere gli occhi aperti è la presenza della parola chiave, o delle parole chiave, all’interno della meta-description del post. La descrizione dell’articolo deve essere contenuta tra i 160 e i 230 caratteri spazi inclusi.

Un aspetto da non sottovalutare è quello legato alla corretta impostazione SEO delle immagini che inseriamo all’interno dell’articolo.

Bisogna ricordarsi sempre di compilare i campi relativi al TITOLO dell’immagine e alla voce ALT, avendo cura di inserire al loro interno la keyword del post. Inoltre, è sempre bene inserire la parola chiave all’interno anche della voce DESCRIZIONE dell’immagine. Le immagini sono uno degli elementi fondamentali per associare un post/articolo a una specifica keyword.

Utilizzo dei link interni in un articolo

Un’altra consiglio fondamentale di cui tenere conto riguarda i link interni.

È bene linkare all’interno del post altri articoli del tuo sito che possono essere in qualche modo legati all’argomento di cui si sta parlando.

I link interni ai post sono la base di una strategia di link building. Quest’ultimo è uno degli elementi che maggiormente contribuiscono alla costruzione di una solida autorità all’interno dei parametri degli algoritmi di Google.

Principali caratteristiche per ottimizzare gli articoli

Redigere un articolo per il web implica la conoscenza di alcuni parametri fondamentali per far sì che il post possa risultare all’altezza delle aspettative del lettore medio.

Contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, il lettore medio che fruisce di contenuti online ha altissime aspettative legate ai contenuti ed è abituato a un certo formato che rassicura la fruizione.

Ovviamente, inutile dire che l’articolo deve essere perfetto. Deve essere curato, documentato, interessante, aggiornato e non deve contenere refusi o sviste che possono portare a errori grossolani di grammatica e sintassi. Ahimè io sono forse l’ultimo a potere fare una paternale in questa direzione, perché di refusi ne produco davvero troppi, però cerco sempre di migliorarmi e dare il meglio per i mieiiek lettori.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche di cui devi tenere conto per scrivere un articolo efficace per il tuo sito Web.

Titolo e immagini

Innanzitutto, il pezzo deve avere un titolo. Il titolo deve attirare l’attenzione del lettore e, come abbaimo visto sopra, deve contenere necessariamente almeno la parola chiave principale del post.
Ricordati che il titolo è la prima cosa che il pubblico legge e il biglietto da visita del tuo articolo, il primo passo prima che il lettore decida di accedere o meno al contenuto.

In secondo luogo il post deve essere corredato da un’immagine in primo piano. L’immagine deve essere capace di attirare il lettore e invitarlo a leggere l’articolo.

Prima del corpo vero e proprio, è consigliabile inserire una introduzione/descrizione che riassuma il post e spieghi al lettore cosa troverà al suo interno. Non più di 160 caratteri (max 20 parole) per invogliare l’utente a proseguire la lettura.

A questo punto bisogna inserire il corpo centrale del testo.

Corpo del testo, conclusioni e “call to action”

L’articolo deve essere suddiviso in paragrafi la cui lunghezza non deve essere eccessiva.

Sulweb è molto importante lasciare molto bianco in modo da non dare l’impressione al lettore di trovarsi di fronte a un “muro di parole”. Spesso si consiglia la redazione di frasi non più lunghe di 20-25 parole. Quello che suggerisco è di evitare che le frasi troppo lunghe rappresentino più dei ⅔ del totale.

Inoltre, per articoli molto lunghi (più di 1.000 parole) è consigliabile la suddivisione in sezioni suddivise da titoli (lunghi non più di 100 caratteri, ma non meno di 15!) che facciano capire di cosa si parlerà in quella parte di testo.

Potrebbeessere utile guidare il lettore nella fruizione del testo mettendo in evidenza alcune parole o frasi significative all’interno di ogni paragrafo, utilizzando il neretto (grassetto). Tuttavia non bisogna abusare di questo sistema, perché potrebbe rendere la lettura meno scorrevole.

Ricordati sempre che il contenuto deve essere scritto per il tuo pubblico e quindi ogni accorgimento deve essere utilizzato per migliorare la user experience, in modo che esso possa rimanere quanto più tempo possibile tra le pagine del sito.

Una volta terminata la stesura del corpo centrale del post, si possono inserire le conclusioni.

Si tratta di riflessioni personali che possono stimolare il dibattito tra i lettori e rendere l’articolo più interessante grazie all’inserimento di un punto di vista individuale e originale.

Dopo le conclusioni, infine, va inserita la cosiddetta “call-to-action”, vale a dire quella parte del post che invita il lettore a compiere un’azione, come ad esempio commentare il post o lasciare un Like o condividerlo o votare per un sondaggio o a iscriversi alla newsletter ecc.

Questi elementi devono essere sempre presenti in ogni post che viene inserito all’interno del tuo sito.

La lunghezza dei post

Veniamo a un argomento molto dibattuto tra gli esperti di Content Management e SEO: la lunghezza degli articoli di un blog/sito.
Tieni presente che è buona prassi che ogni post inserito nel tuo sito deve avere una lunghezza minima di 200 parole.
Questo non vuol dire che devi fare i salti mortali per arrivare al numero minimo di battute. È chiaro che ci sono notizie brevi e brevissime che non meritano più di 100-150 parole, ma in quel caso bisogna anche capire se vale la pena o meno di trattarle. Ad ogni modo, devi tenere conto di una cosa molto importante: Google premia i contenuti lunghi (almeno 1.200 parole).

Perché? Semplice!

Google e gli altri motori di ricerca mirano a fornire ai loro utenti i contenuti migliori, quelli che possono soddisfare maggiormente i parametri delle loro ricerche. Questo vuol dire che essi premieranno quei contenuti che sembrano essere frutto di un maggiore lavoro di approfondimento e di analisi e che hanno il maggior numero di link in entrata (cioè che sono stati citati da altre fonti) e in uscita (cioè che citano fonti documentali).

Nonsi tratta di un’equazione esatta, ma si può tranquillamente affermare che maggiore è il numero di parole che hai speso per parlare di un argomento, maggiori saranno le tue competenze e le tue conoscenze su quell’argomento; questo vuol dire che Google ti considererà una fonte autorevole e riserverà un occhio di riguardo ai tuoi articoli presenti, passati e futuri.

Considerazioni finali

Prima di lasciarti all’appendice sulle tassonomia di WordPress, questo penultimo paragrafo lo voglio dedicare ad alcune riflessioni che riguardano il rapporto tra SEO ed esperienza dell’utente.

Esistono molte guide online che spiegano come riuscire a creare l’articolo perfetto o come scrivere un post efficace per un blog o un sito di news. Tuttavia, queste guida soffrono spesso di un difetto: non tengono nel giusto conto l’esperienza dell’utente finale.

Troppo spesso ci si preoccupa più della posizione nei motori di ricerca che della reale utilità e riuscita dei propri contenuti.

Scrivere un articolo per il Web significa prima di tutto avere presente il pubblico al quale ti stai rivolgendo e la modalità nella quale avverrà la fruizione del contenuto stesso. Esistono dispositivi diversi e il tuo articolo deve essere in grado di adattarsi a ogni tipo di display. Che si tratti del monitor di un computer, dello schermo di un tablet o di uno smartphone, o, ancora, di un Kindle, il tuo lettore deve essere in grado di accedere a ciò che tu hai scritto, senza avere problemi e traendone la migliore esperienza d’uso possibile.

Tutti gli accorgimenti SEO del mondo, non possono salvarti, se non tieni conto dell’esperienza utente e della utilità e puntualità dei contenuti che fornisci.

Appendice: Utilizzo delle Categorie e dei Tag di WordPress

Questa breve appendice ti illustrerà come utilizzare Categorie e Tag su WordPress.

Per quanto all’interno di WordPress la funzione è l’uso delle Categorie sia piuttosto pacifico, lo stesso non si può dire per i Tag. Le une e gli altri sono strumenti pensati per l’organizzazione dei contenuti all’interno del sito Web.

Nello specifico, le Categorie sono degli macro-insiemi strutturati di contenuti che vengono creati per suddividere gli articoli in aree di interesse ampie. In pratica si tratta di qualcosa di simile alle sezioni di un giornale (cronaca, politica, sport, gossip ecc.). Una norma non scritta, vuole che, per ottimizzare la UX (User Experience) non si debbano realizzare e mantenere più di 10 categorie.

Le Categorie sono il primo tassello della tassonomia di un sito e sono i nodi principali attraverso cui si snoda la sitemap, vale a dire quella struttura che è lo scheletro del sito e che viene tenuta in altissima considerazione dai motori di ricerca.

Anche i Tag hanno a che vedere con l’organizzazione degli articoli all’interno della sitemap. Infatti, contrariamente a quanto alcuni credono, i Tag di WordPress non hanno la stessa funzione delle parole chiave.

I Tag sono dei sotto-insiemi trasversali che raccolgono articoli presenti anche in categorie differenti ma che, in qualche modo, sono accomunati per uno o più Tag. La loro funzione è quella di raccogliere e organizzare i post, in modo da fornire un facile accesso ad articoli che trattano argomenti simili, affini.

È inutile riempire un post di Tag, perché maggiore è il loro numero, minore è la loro efficacia in termini di organizzazione interna del sito e di recupero degli articoli correlati.

Inoltre, è bene ricordare una buona pratica che raccomanda di non creare Tag se non si è sicuri che essi potranno essere utilizzati per più di una volta. Un Tag che comprende un solo articolo è praticamente inutile!

Quali sono le tue buone prassi per la creazione di post efficaci?

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