Tutti i segreti per diventare un blogger professionista: intervista a Giovanna Di Troia

Hai pensato di aprire un blog, ma non hai ben chiaro da dove cominciare? Vorresti diventare un blogger professionista, ma non sai quali strumenti utilizzare?

L’intervista di questa settimana è dedicata a Giovanna Di Troia. Giovanna è una giornalista, blogger e web writer, e in questa intervista ti racconterà come fare per diventare un blogger professionista e realizzare così i tuoi obiettivi.

Ringrazio Giovanna perla sua cortesia e la sua disponibilità.

A lei la parola e buona lettura!

Intervista a Giovanna Di Troia

M: Come è nata la tua passione per i blog?

G: Sin da piccola sono molto curiosa e creativa. La creatività è sempre stato un modo per esprimere la mia interiorità, per comunicare col mondo, ancor prima di conquistare la parola. La incanalavo in modo diverso, dai disegni, alla pittura, alla scrittura, alla composizione di poesie, ai primi temi a scuola che creavano dibattiti e riflessioni in classe, i primi concorsi letterari, la danza, per poi giungere al blog, all’amore per la scrittura, per l’arte di narrare, per giocare con le parole, coi loro suoni, significati, creare cortocircuiti tra mondi diversi.

Il mio primissimo blog l’ho aperto per curiosità, per sperimentare la piattaforma di blogging con chat annessa, Splinder, nata nel 2001 da un’idea di Marco Palombi e di Francesco Delfino che è stata anche chiusa nel 2012 con l’ascesa di altre piattaforme come WordPress e Blogger. Ho scritto e scrivo per varie testate, giornali e magazine online, blog e da un paio di anni ho lanciato anche giodit.com, crasi del mio nome e cognome.

E colgo l’occasione per precisare che Di Troia è il mio cognome e per quanti mi contattano e rompono l’anima e sono apparentemente increduli, ed altri con tante “zozzerie” per dirla alla Bonolis, e tante intimidazioni e “complimenti” gratuiti, e suggerimenti per nomi d’arte, non perdiamo più tempo eh, sono una cocciuta e tanto non cambio nada de nada.

M: Come hai deciso di diventare una freelance?

G: Diventare freelance è un po’ uno spartiacque, si devono avere le idee chiare di cosa si vuol fare e dove arrivare, aver trovato già una propria dimensione nel “mercato” e detenerne già una fetta, si devono avere entrate che superano i 5.000 euro, non si deve essere uno che fa gavetta e ha aperto appena il suo primo blog in pratica. La tempistica nella vita e nel business è tutto, non un attimo prima, non un attimo dopo, ma quell’istante preciso, bisogna fare il grande salto o cogliere le opportunità solo quando i tempi sono giusti, non bisogna avere troppa fretta ma neanche camminare troppo lentamente. Realizzare un sogno ha dei costi, non solo un prezzo iniziale, ma dei costi continui materiali e psicologi e fisici, è fatto di fatiche, sacrifici costanti, deviazioni lungo il cammino, bisogna solo capire se è quello giusto per giocarsi il tutto per tutto, e porta gratificazioni e gioie, ma restare anche coi piedi per terra e capire se il “gioco” vale la candela ed alimentarla o lasciarla morire quella fiammella a poco a poco. È sempre questione di scelta.

M: Che consigli daresti a chi vuole diventare blogger professionista?

G: Studiare tanto, leggere, aggiornarsi costantemente sul web marketing, sulla SEO, sul copywriting, sul content marketing, sull’inbound marketing e sul social media marketing perché è un settore dove le novità non sono all’ordine del giorno, ma quasi al minuto.

Il segreto è sperimentare in prima persona, allenarsi tanto e costantemente, crearsi la propria “palestra” ovvero un proprio blog, specializzandosi in un settore ed una nicchia ben definiti, addestrarsi all’uso degli h1, h2, dei tag e delle keywords, allenare i polpastrelli a pigiare la tastiera per adattarsi a ogni tipologia di settore, ma poi puntare sui propri punti di forza ed attitudini e competenze, individuando il proprio target e creandosi un proprio stile.

È fondamentale curare le fonti e verificare la loro veridicità e qualità, essere onesto con se stesso e con gli altri.

Bisogna divenire un brand da promuoversi, creandosi un networking di contatti, blogger, esperti nel proprio settore, ma intercettando, a monte, gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

M: Quali sono,secondo te, i percorsi di formazione migliori per chi vuole diventare webwriter?

G: L’offerta formativa del settore è cresciuta enormemente, ci sono tanti percorsi di formazione che si possono intraprendere, bisogna vedere quali capacità si vuole potenziare, su quale settore si vuole puntare e quali argomenti si vuole approfondire, in base ai propri obiettivi, si sceglie il corso che più ci si addice, ma con un occhio sempre vigile nel scegliere quelli seri, di grandi professionisti o scuole o master accreditati che rilasciano certificazioni a norme di legge.

M: Quali sono state e quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

G: Sono una booklover, amo leggere di tutto di più, tutto può essere ispirazione, mostre, libri, e-book dagli argomenti più variegati, anche il bugiardino può crearti connessioni e cortocircuiti creativi per articoli e post. Ascolto podcast, seguo webinar, conferenze, seminari, live tweeting degli eventi, leggo giornali, riviste. Anche dai volantini degli sconti si può imparare tante cose, tutte le caratteristiche tecnologiche di device, smartphone e pc. Sono davvero molto curiosa, e cerco di assorbire come una spugna, e non solo dai nostri settori, non bisogna mai essere autoreferenziali e mi apro alle novità e all’ascolto delle esperienze e del racconto altrui, le contaminazioni sono secondo me, sono fruttuose, creano qualcosa di speciale e come diceva mio nonno “El saber no ocupa lugar”.

M: Qual è, a tuo avviso, il rapporto tra blogger e influencer?

C’è una linea sottile che divide blogger ed influencer. C’è una buona probabilità che un blogger con un proprio stile, unico e ben riconoscibile, una forte reputazione sui social e con una community ben consolidata e con un forte engagement, diventi influencer, un opinion leader in grado di influenzare la sua audience e le loro decisioni d’acquisto. È la sua coerenza, la sua credibilità, la sua autorevolezza in un determinato settore, l’impegno costante profuso e la fiducia che genera, che decretano il suo status di influencer. È più raro che un influencer diventi blogger, in quanto il primo predilige la propria immagine e il suo stile di vita ed il suo regno sono i social network, mentre il secondo la scrittura e l’arte di narrare attraverso le parole.

M: Quali sono gli strumenti indispensabili per un blogger?

G: Organizzazione, progettualità, determinazione, curiosità e pazienza devono essere le qualità che un blogger deve giocarsi e deve mettere in campo con costanza. Un blog è un impegno con la propria community di riferimento, si deve quindi garantire una periodicità nel lungo tempo, senza distrazioni o scusanti.

Per organizzare il calendario editoriale, gli strumenti che il blogger può utilizzare sono: Google Calendar, Google Drive, Trello, ContentDJ.

Per salvare e trovare idee: Evernote, Pocket, Feedly, Quora.

Per monitorare keyword, trend e le conversazioni in rete: Google Suggest, Google Trends, Keyword Planner, Ubersuggest, ScreamingFrog, BuzzSumo, TalkWalker, SemRush e SeoZoom.

Per le immagini: Unsplash, Adobe Stock, Canva, per modificarle si possono anche utilizzare PicMonkey, Befunky. Pablo.

Sarebbe ottimale investire in una buona macchina fotografica per creare foto uniche ed accattivanti proprie. Per approfondimento, ti consiglio questo mio articolo su come fare blogging di qualità per i settori beauty, fashion e travel.

Si deve mettere in campo anche una strategia di promozione dei contenuti del blog, condividendoli sui social network, nei gruppi di riferimento, adattandosi al linguaggio e alle caratteristiche di ciascun canale e piattaforma. I tool per la condivisione social che consiglierei sono PostPickr, HootSuite, Buffer, IFTTT “if this then that”, TweetDeck, Disqus per i commenti ed incrementare la propria community.

Anche le app di messaggistica rappresentano fonte di traffico al blog come WhatsApp Business o Telegram, che può essere usato anche in alternativa alla classica newsletter, io personalmente uso molto quest’ultimo. Telegram, inoltre offre anch’esso una piattaforma di blogging, Telegraph, il cui funzionamento ed utilizzo è racchiuso in questo articolo sul mio blog GioDiT.

M: «Content is the King», tu che ne pensi?

G: I contenuti sono fondamentali in una digital content strategy, per farsi trovare e farsi conoscere ad un più ampio numero di utenti, e quindi nuovi potenziali clienti, per aumentare il traffico web ed il proprio personal branding o brand reputation.

In un overflow informativo però occorrono sempre più contenuti di alta qualità, che attirano, che informano ed approfondiscono, che risolvono un problema, che divertono, che educano, che intrattengono, che emozionano, che ispirano, che vendono, che si differenziano e dove sia ben riconoscibile il tone of voice, sia percepibile l’impronta del blogger.

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